martedì, 07 luglio 2009
author: ewanford @ 19:34
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C’è il cielo diviso a metà, una parte rosa e azzurro – sì, un po’ come fosse la maglia del Catania – l’altra parte grigio scuro tendente al nero.
Ma questo è solo lo sfondo, perché quando vedi una cosa davvero importante cosa te ne catafotti dell’eterna lotta tra il bene e il male, tra il sereno e i casini?
Niente! Ecco cosa te ne catafotti!
Perché c’è un tecnico delle antenne su un tetto (ed ecco qual è la cosa importante) … vallo a capire cosa ci faccia lassù alle sette quasi otto, ma c’è … e non è solo su un tetto, no … come se non bastasse sta pure in cima ad una scala (o ad una cosa che ci assomiglia tanto) sta lì … lo vedo e vedo anche che … (suspance) si sta scaccolando. 
Dovrebbe dirsi “facimm’ ampress’ e scendiamo da sto posto di merda che ci manca poco poco che finisca di sotto” e invece no … beatamente si trapana la narice destra.
E voi lo sapete perché?
Secondo me è perché la vita è tutta una questione di priorità.
Io non metterò mai la testa davanti al cuore …
Lexotan – la gatta – prima pensa a romperti i ciglioni, poi a farti le fusa …
Prima pensiamo alla salvezza, poi vedremo che sarà …
Prima i Beatles, poi gli Stones …
E cose così …
L’ho capito sta sera, insieme ad altre cose … altre cose che già sapevo, come già sapevo questo.
Perché questo sono io: uno a cui piace stupirsi nello scoprire quello che già sa.
E non piango ai matrimoni, anzi … ma al vostro lo farò
E tu starai sempre avanti a tutto ... e non smetterò mai di volerti ...
perchè ...
perchè – evidentemente – state alla mia vita come la raccolta delle caccole sta alla vita di quell’antennista.
Lo so, può non sembrare un complimento … =)
lunedì, 29 giugno 2009
author: ewanford @ 20:33
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C’era un campo dietro casa.
No, non uno di quei posti da agricoltura padana, solo uno spiazzo in terra tra la casa e un boschetto.
Ci stavano costruendo qualcosa e, tra gli scavi delle ruspe e i tubi in cemento lasciati a prendere muffa, sembrava molto più sviluppo urbano industriale che bucoliche esperienze.
E ci pioveva sempre su quel cazzo di campo, d'altronde era pur sempre un pezzo di Varese.
Così la terra non faceva mai in tempo a liberar la polvere, ti si attaccava addosso sotto forma di fango, era il suo modo per cercare di scappare, ma l’avrei capito solo qualche anno dopo.
Perché c’è sempre un lato positivo in tutto e il lato positivo dell’essere nato in certi posti di provincia è che te ne puoi andare.
La terra cercava di andarsene, ma per me era tutto diverso.
Ad ogni fine di acquazzone correvo lì, non perché fosse un posto particolarmente bello ma perché lì c’erano i miei amici e … beh, quello avevamo.
Erano giorni di un altro secolo … ed eravamo gente strana, come solo i bimbi dei primi anni ottanta oggi possono sembrare.
Vivevamo per la pianola bompiani e la pista polistil, distruggevamo un pallone al giorno (anche quelli più solidi del supertele, per intenderci) e ancora giocavamo con le biglie e le figurine.
Avevamo regole strane, dividevamo quel cazzo di campo in zone di competenza e militarizzati lo difendevamo da non meglio precisati attacchi esterni, salvo poi scappare a gambe levate appena arrivava qualcuno con una faccia un pelo più incazzosa ed adulta di noi seienni …
Io ero solo quello che ci stava più tempo sul quel minchia di cazzo di pianeta inzaccherato.
Non che il fango mi piacesse particolarmente (anzi, mia madre mi faceva un mazzo a tarallo ogni volta che mi vedeva rientrare con i risvolti dei jeans e le gazzelle decisamente marroni ed incrostati) era solo che … non ridete … per me quello non era fango.
E per ammetterlo bisognava restare soli.
Era un mare di lava e i rami zampe di draghi che cercavano di afferrarmi.
Sì, dite bene … era giusto conservare con pudore ste gemme di follia.
Ma per me era per sul serio così.
Ogni arcobaleno una autostrada verso un nuovo sogno, la mia bocca a simulare i rumori di mille colpi di spada contro mille armature diverse.
Perché mi viene in mente tutto questo e proprio ora?
Perché ligabue dice che gli occhi del bambino non te li danno indietro mai.
E certo fai fatica a dargli torto.
Certe cose non le guarderai mai con il disincanto di un tempo.
Però …
Quel mai …
Forse non te li restituiranno e la vita farà di tutto per trasformarti nel cinico che sembro, ma ...
Ogni tanto arriva qualcuno che … ti fa brillare gli occhi come allora … quando capitan harlock stava per arrivare.

(qualcuno tipo tu, ecco)

domenica, 28 giugno 2009
author: ewanford @ 13:30
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Si fa presto a dire “io ci sono sempre” … “io con gli altri sono sempre disponibile”
Si fa ancora più presto a dirlo quando abbiamo qualche recriminazione da fare …
Si fa un po’ meno presto ad ammettere il contrario.
Anzi … per alcuni non si fa proprio. Punto.
Io non ci sono sempre.
Non sono sempre disponibile.
E non lo dico così … tanto perché mi piace fare l’omino delle cinquanta lire, quello che mette le palle sull’incudine e ci dà di martello, per darmi una colpa in più rispetto a quelle che già penso di avere, no.
È una semplice constatazione dei fatti.
Salto appuntamenti, mi faccio i cazzi miei, sparisco, do buca, invento cazzate da mostra internazionale della cazzata, mento spudoratamente e senza ritegno, insomma mi comporto da brutta persona quale sono … e non credo – neanche per un secondo – che l’ammettere di essere stronzi sia una attenuante. Se sei stronzo sei stronzo. Punto. La vita non fa gli sconti di pena concessi ai collaboratori di giustizia e ai cattolici, nella vita pentirsi conta quanto il due di coppe con briscola bastoni, sia nel bene che nel male.
Questo sono io e questo è il mondo, c’è poco da fare. riPunto.
Questi sono i fatti e questa la norma … poi …
Poi, vabbè … Però mi accorgo che a volte, con alcuni, do tutto, ma proprio tutto.
Tutto quel poco che posso, ma tutto.
Perché ho imparato che chissà come chissà perché va a finire che ti ritrovi nella merda e da lì nessuno ti vuol mia tirar fuori, forse perché puzzi, mentre invece basterebbe allungare una mano … e anche perché sono un egoista del cazzo e credo fermamente nel fatto che l’amore che dai sia uguale all’amore che riceverai … sicché ogni tanto evito di prendere a pesci fetenti in faccia proprio tutti. Qualcuno lo salvo.
Il karma non è una cazzata utilitaristica da: faccio una cosa mi aspetto qualcosa in cambio, una specie si voto di scambio col destino, no. E lo so abbastanza bene da non aspettarmi proprio nulla come “ricompensa” (perché così si evitano le delusioni, perché così, a fare i cavalieri quelli veri, per sul serio ci si addormenta sereni … quelle poche volte che ci si addormenta e c’è la possibilità di esserlo. Sereni)
Per questo io ci credo! Io che non credo a nulla credo nel karma.
Fa ridere vero?
Allora la dico meglio …
Io che non credo a nulla credo che ci sarebbe bisogno di un karma! E che … se la gente si comportasse come se esistesse molto filerebbe meglio.
Non puoi certo pretendere che qualcosa vada bene se tu per primo non fai qualcos’altro per far andar bene qualcosa’altro ancora.
(ho una capacità io di incasinare i concetti semplici …)
 
Vabbè, comunque tutta sta lezioncina new age del cazzo in realtà voleva comunque essere un buon modo per lamentarmi di qualcosa, perché … (non mettetelo neppure lontanamente in preventivo) qui di buono non c’è nulla.
Perché si fa presto a dire “io ci sono sempre” … poi bisogna esserci.
E alla fine mi mancano così tante cose che mi sono stufato di sentire la mancanza anche di chi invece pretende di potersi dare per scontato.
Mi sarei rotto, se non si fosse notato, di allungare una mano e trovare di tutto, tranne chi più sostiene di esserci.
Perché “amici amici … amici un cazzo!” e va bene … ma che lo si dica, porco cazzo!
Tutto qui.
 
(E poi mi sono addormentato alle 5 … ed era dalle cinque del pomeriggio che pensavo ai tuoi baci … e non è comodo.)
(Perché poi li ho sognati e mi sono svegliato con le labbra che ti chiedevano)
(e questo non c’entra un emerito con tutta la menata di cui sopra, ma … vedi … questo significa “essere innamorati” … io credo … o, almeno … ANCHE questo)
(cioè … avere un grosso giramento di palle … e poi arrivi tu … e …. Chi se lo incula, anche solo di striscio, il giramento di palle?)
(e lo so … in passato mica l’ho dimostrato sempre che le cose funzionano così)
(a volte ti rovesciato addosso dello stress che avrebbe dovuto rimanere solo mio e … insomma ho sbagliato)
(ma è che io sbaglio sempre)
(o forse è che i miei disastri tragici globali a spirale avvolgenti al gusto di merda a spruzzi sono robe tostissime e neanche tu ci puoi fare tanto)
(però non importa)
(non ora)
(e poi perché comunque con te tutto cambia)
(e la “tragedia” si declassa a scazzo)
(lo scazzo in sorriso)
(il sorriso in uno di quei sogni che puoi riuscire anche a toccare)
(e anche se non sai dimostrare certe cose quelle … sono)
Quando ci sono i tuoi baci – lo dico così, fuori dalle parentesi, a voce alta – beh … quando ci sono i tuoi baci io non so più dove andare, perché l’unica cosa che voglio fare è restare a prendermeli. E … per sul serio lì senti cosa significhi … “a culo tutto il resto”
domenica, 21 giugno 2009
author: ewanford @ 10:50
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… ormai era fatta, la griglia vuota, la mia maglietta puzzolente di fumo e salamela non restava che affrontare la pioggia con l’ultimo piatto di carne subito dopo aver spento il fuoco.
E loro erano lì, tutti riuniti.
Tutti insieme facevano un gran bello spettacolo, sapete?
Il finestrone del soggiorno sembrava un grosso schermo e loro una famiglia da tv.
Una di quelle particolarmente sghembe, una di quelle sbagliate.
Una di quelle famiglie che litiga e inciampa e ha un sacco di casini.
Col parente che finisce in galera, le figlie problematiche, i figli che non studiano, si drogano, quasi si ammazzano.
Col figliol prodigo e quello assennato, quello che lavora una vita e quello che invece no.
Cose così.
Una famiglia in cui ognuno ha il suo ruolo e ognuno nel proprio finisce comunque col sembrare o perfetto o fuori parte.
Andrea ci farà sempre ridere coi suoi casini e noi invece pretenderemo di piangere con i nostri.
Ed uno alla volta ci indigneremo o saremo tremendamente politically uncorrect … a seconda.
Lara avrà la forza di dire qualcosa di cattivo quando va detto e io invece lo farò quando sarebbe meglio evitare … mentre Alessia saprà dirlo sempre!
Teo avrà qualcosa di orribile da raccontarci e noi ne rideremo, Simone avrà una qualche orribili barzelletta da raccontarci e noi non ne rideremo …
Alessia ci correggerà tutti e noi non correggeremo mai lei.
È così.
E a guardarli mi dimentico di tutti gli scazzi, mi viene da pensare che dovrei forse chiedergli scusa, che dovrei ripagarli in un qualche modo che – evidentemente – non conosco.
Mi sono fatto una famiglia …
Era l’ultima delle cose che avrei pensato.
la carne si sta freddando ...

 

e la sensazione di fondo è che tu ... in tutto questo ... ci staresti benissimo.

martedì, 16 giugno 2009
author: ewanford @ 20:06
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L’asfalto si scioglie, ma non è un modo di dire.
Lo sento proprio molle sotto le scarpe mentre mi accendo la prima sigaretta del ritorno a casa.
Ho dimenticato in macchina l’accendino e la macchina sta a qualche decina di chilometri dalla fermata di via santa sofia, ma gli amici a questo servono: a prestarti il loro zippo!
Per questo sto lì la schiena appoggiata ad un palo della luce e faccio quello che ho sempre (tamarramente bisogna ammetterlo) sognato di fare: lascio che il pollice scatti e il rumore metallico del coperchietto di latta riempie le mie orecchie, poco dopo una fiamma di almeno 15centimetri mi sfiora il naso e mezza sigaretta è già carbonizzata, ma volete mettere lo stile?
L’asfalto si scioglie, non so se ve l’ho già detto e l’aria non è rovente, ma manca il respiro ogni volta che tu ne cerchi uno. Quel magma morbido che cerca di ingoiarti le scarpe lo senti anche in gola, ma essere fuori non ha prezzo.
Per quanto tu possa amare il tuo lavoro o apprezzare il fatto di averne uno non c’è nulla di assimilabile alla fine di una dura giornata e a quella sensazione di leggerezza da “ultimo giorno di scuola” che ti invade quando “è finita” …
Niente … fatta eccezione per un bacio della donna che ami, ovvio.
E io sto lì … a pensare proprio questa cosa del “per quanto tu possa amare il tuo lavoro” la sto confrontando con il dato di fatto che – in realtà – io non è che ami particolarmente quello che mi paga le fatture di signora mastercard, quando … all’improvviso … arriva lei.
È un concentrato di anni 80 … un fiore tra i capelli, lo stesso taglio di daniela goggi nella pubblicità della big babol … una canottiera bianca minimalista e degli shorts in jeans che dialogano da vicino col paradiso dall’alto della loro spanna di lunghezza dal bordo coscia al fine vita.
Due gambe chilometriche, fide all star ai piedi, occhiali da sole con lenti rosse a forma di cuore, un culo da laurea ad honorem e – tocco finale da infarto – leccalecca a spuntare dalle labbra.
Ecco …
Voi ora non commettete il solito errore non soffermatevi sui dettagli da “giovani troie crescono”, lasciate perdere questa (mammamia) meravigliosa ragazzina, che nella nostra storia è entrata tanto per e mai ne farà parte per sul serio, non pensateci neppure per un secondo e non fossilizzatevi nemmanco su quel culo, perché … beh … basta un secondo per pensar male, un minuto per rendersi conto che per un culo così si vive e si muore … MA … serve un bel po’ per capire quanto siano meravigliose le donne.
Sì perché … solo le donne (solo CERTE donne) possono farti dimenticare quanto siano belle, quanto siano … la miglior opera d’arte mai concepita … l’oggetto di design meglio realizzato …
Solo una donna meravigliosa può distrarti con quello che ha dentro da quello che porta fuori.
E sembra una cazzata, nel senso di … una cosa tanto semplice … banale … ma non lo è per nulla.
 
 
(tu ad esempio, beh ... tu sta cosa sai farla meglio di chiunque altra)
lunedì, 15 giugno 2009
author: ewanford @ 20:37
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Primo – ed essenziale – tu sei bella da morire (ragazzina) e quelli con il cappellino con la visiera di traverso mi stanno in culo.
Dice. Che c’entra?
Dico: guardaci bene e poi ti dico, ma secondo me lo capisci da te.
Secondo …
Io non so smettere di volare …
Non lo so come si fa a smettere coi sogni.
Certo, come Ligabue mi sveglio a metà e resto coi sogni mezzi aperti, ma … non smetto.
Io credo che sognare sia … immaginare un gruppetto di uomini che si costruisce una piramide senza l’aiuto degli extraterrestri …
Credo che la felicità sia più importante della serenità …
Credo a quelli che non si rassegnano mai e ancor meno si accontentano …
E so che questo significherà piangere e cadere …
Ma fa nulla, perché non sarà facile essere me, ma non so fare altro.
"e desiderare giorni sempre assurdamente uguali ... e la mattina presto uscire insieme con gli occhiali scuri ... e tutto il tempo che ci vuole per scoprirti piano piano ... e consegnarti il mondo intero ... stretto in una mano"

 

 

giovedì, 11 giugno 2009
author: ewanford @ 21:45
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È successo qualche giorno fa, vatti a ricordare quanti …
Chi lo sa …
Chissà a chi importerebbe poi …
Stavo tornando a casa e … proprio lì quando ormai i casini del giorno si sarebbero dovuti dire finiti … beh … ha iniziato a piovere.
Io e il mio odio per gli ombrelli, ovviamente, ci eravamo fatti trovare impreparati e dopo una corsa di quelle che non sai bene perché tu ti stia sbattendo tanto, mi son ritrovato sotto un ponte.
sarebbe stata la perfetta situazione da santi che scendono accompagnando la pioggia, ma …
C’era un profumo così bello … le gocce erano così grosse e precise, il loro rumore così … a tempo! che non mi sembrava ci fosse molto di cui incazzarsi, imprecare suonava inutile e l’inutilità del gesto era veementemente mostrata da due o tre lampi di chiaro in mezzo ad un cielo scuro come la peggiore delle incazzature.
Mi sono acceso una sigaretta, proprio lì … mentre la strada diventava un fiume e la cosa saggia da fare sarebbe stata aspettare ma …
Quanti giorni della mia vita ho passato ad aspettare che qualcosa mi convincesse a fare la cosa giusta?
Troppi.
E non mi son mai trovato bene tra l’altro.
Sono un uomo fatto per le cazzate.
Uno a cui non dovreste chiedere nulla di più di una mattata …
E allora basta!
Tanto cosa avevo da perdere?
Se non ci si bagna quando piove e comunque non hai niente da fare, quando?
E, un passo dopo l’altro, c’è voluto un attimo a sentire i primi schizzi addosso …
le macchie più scure sulla camicia azzurra erano così affascinanti …
Vedere la stoffa cambiar tono di colore e aderirmi addosso era un gioco … come quando da piccolo passavo le ore a fissar nuvole che si muovevano per cieli (son sempre stato un po’ strambo, ne convengo) … ed è stato allora, che tutto è sembrato avere un senso.
Perché a volte cerchi così tanto di sembrare qualcuno che ti dimentichi chi sei …
 
(e non m'è mai sembrato di volerti così tanto come sotto a quel diluvio)
mercoledì, 03 giugno 2009
author: ewanford @ 19:10
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C’è chi dice che odiamo negli altri di più i difetti che riconosciamo anche a noi stessi …
Po’ esse …
Io mi sto accorgendo che i miei più cari amici sono rappresentazioni viventi – magari attenuate – di alcuni dei miei lati peggiori …
Prendete andrea per esempio …
Andrea per “vincere” una discussione farebbe qualsiasi cosa, pur di sentirmi dire – in conclusione – “hai ragione” userebbe qualsiasi artifizio verbale, bugie, sotterfugi, imbrogli e negazioni delle verità più certe di questo mondo.
Io la butto in caciara, lo sfotto e tiro fuori mucche verdi, lui tiene la calma ma, alla fine, finisce col dirmi che le mucche verdi se non esistono potrebbero esistere.
 
È un sabato pomeriggio qualsiasi …
Io arrivo in ritardo sotto casa sua con l’autoradio ad un volume tale che sembra possa avere da qualche parte nascosto l’adesivo con su scritto “tuning is not a crime”
Lui è solo più isterico del solito, ma maschera il tutto con uno stile che gli invidio.
 
-         che è sta roba?
 
“sta roba” sarebbe un cd dei crippled black Phoenix e queste sono davvero per sul serio le prime parole che dice salendo in macchina.
Discutiamo per qualche minuto sulla musica alternative e – per farlo star buono – faccio finta di saper citare battiato …
(battiato per lui è come la camomilla, lo calma)
Però me la sono segnata e – come un bambino – gli insulto il cane.
 
-         lo sai che il tuo cane è davvero odioso?
 
Probabilmente lo sa, ma non può ammetterlo.
Tira fuori una vocina da bimbo rincoglionito e parla di quella bestia scassa palle come fanno tutti i proprietari di animali quando parlano dei loro cuccioli … insomma diventa tutto un “piccipocci amorino del papà”
Lo sopporto così a fatica che gli do vinto il primo round e mi butto su argomenti vari ed eventuali …
Tipo: come cazzo decidono che numero dare alle linee degli autobus? È evidente che non sono in ordine, non seguono nessuna logica apparente, c’entrerà mica la cabala? Le tirano a cazzo? Perché non ci riflettiamo assieme mentre facciamo sta minchia di cazzo di coda al semaforo?
Lui finge di non darmi retta, mette su qualcosa di più “commerciale” e io torno all’attacco.
 
-         tra l’altro ho conosciuto solo un altro pechinese in tutta la mia vita … era odioso anche lui, si scopava i peluches e puzzava di morto. Si chiamava michele, come un cristiano.
 
La storia del cane maniaco puzzone col nome da cristiano fa sempre effetto … andrea invece non mi dà soddisfazione … e ormai stiamo parcheggiando.
 
-         non si può chiamare una cane come una persona!
 
Ecco …basta saper aspettare. Io ho aspettato, ho fatto manovra, e lui ha tiorato fuori questa sacrosanta verità. Sacrosanta verità che mi farà vincere! E i crippled black Phoenix saranno vendicati!
 
-         com’è che si chiama il tuo cane di merda?
 
È furente, ma secondo me non l’ha ancora capito che è finita.
 
-         man lo. E non è un cane di merda!
 
Man lo!
Scacco!
Lo sentite anche voi questo profumo di gloria?
 
-         ah come la tizia del grande fratello!
 
Un po’ di cultura pop non guasta mai.
Il problema – ricordatelo – non è guardare il grande fratello … è guardare SOLO il grande fratello!
 
Lo lascio decantare, mi accendo una sigaretta, gli parlo di una tizia incontrata sul treno una che sembrava anche simpatica, ma che dopo tre viaggi già vorrei uccidere … gli dico che ora sta per partire per la grecia col suo ragazzo … accenno – non solo per distrarlo – a questa immagine che lei mi ha descritto … lei e lui che finalmente arrivano su st’isoletta e cenano insieme e poi così, avanti, solo loro due per due settimane. E concludo che quello deve essere amore, cioè voler passare 15 giorni con una che strangolerei … se uno ci riesce … la ama, no? E passando dallo specifico al generale .. beh … essere innamorati deve fare questo, no? Ci deve permettere di voler restare da soli con gente che, magari, altri torturerebbero. E … comunque … per come vedo il mondo io … voler stare da soli con qualcuno … è già un gran gesto d’amore … io lo farei solo se di molto innamorato … io lo faccio solo se molto innamorato …
 
Ho parlato per un bel po’ … non se l’aspetta più … e al fin della licenza io non perdono e …
 
-         quindi … correggimi se sbaglio …anche tu hai dato a un cane un nome da persona?
 
Tocco!
=)
 
-         sbagli
 
eh????
Cosa???
 
-        
-         Quelli so cinesi! Mica sono persone i cinesi!
 
È la persona meno razzista che conosca, un progressista fraterno e tollerante … ma … pur di non darmi ragione …
(e vabbè ma allora è finita)
martedì, 02 giugno 2009
author: ewanford @ 18:31
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Ho voglia di prendere un treno più o meno a quest’ora … ci sarà un minchia di cazzo di eurostar alle 19e15 …  ho voglia di vederlo andare via con il sole del tramonto che batte sui finestrini.
E sarebbe tutto più bello se il minchia di cazzo di euro star avesse un orario di partenza un po’ più fesso, uno di quelli che ormai hanno solo i treni locali … il regionale delle 6e33 … il diretto delle 6e46 … e forse neppure più loro.
Ho voglia di riempire un borsa piccola, un telo da mare, un costume, due magliette e tre libri.
Ho voglia di una sigaretta con la schiena appoggiata ai gelsomini, di una birra col culo su un pontile e i piedi penzoloni a sfiorare l’acqua.
Ho voglia dell’ultimo giorno prima delle ferie.
Ho voglia di un bacio, uno dei tuoi.
Che, se questo fosse un mondo perfetto, la sensazione che si prova a sentire le tue labbra che si avvicinano e poi si appoggiano e … sì insomma, s’è capito … beh … se questo fosse un mondo perfetto quella sensazione la imbottiglierebbero e starebbe sugli scaffali di tutti i supermercati.
Perché basta assaggiarla per non pensare più a nulla di brutto per almeno 24 ore …
Però questo non è un mondo perfetto e questa è l’unica occasione in cui io ne sono contento, perché quella sensazione la conosciamo in pochi … e io la terrei tutta per me.
Ho voglia di mangiare tardi la sera, senza pensarci … di ordinare una pizza e di rimanere nel parcheggio abbracciati ad aspettarla.
Ho voglia di sentire la sabbia tra le dita e il sale sui baffi …
Ho voglia di vedere i segni dell’abbronzatura lasciati dal tuo costume …
Ho voglia del tramonto in spiaggia, di sentire il vento freddo e di coprirci con l’asciugamano …
Ho voglia delle strade la sera, tutti chiusi in casa a mangiare … i rumori dei piatti dalle finestre, la sigla del telegiornale in sottofondo, due gatti che dormono mentre una mamma chiama la figlia che ancora non ne vuol sapere di rientrare.
Ho voglia delle strade vuote quando gioca l’italia ai mondiali.
Ho voglia di quella luce strana che c’è solo quando vai a dormire all’alba …
Ho voglia di sentire sotto le mani il marmo freddo dei gradini sotto la colonna traiana …
Ho voglia di quando mi prendi per il culo …
Ho voglia di quando mi perdo e non mi trovo più …
Ho voglia di un concerto dei metallica …
Ho voglia di sentire il caldo quello vero e la musica che ti trema dentro, come solo certi festival …
Ho voglia della stanchezza dopo un giorno di mare …
Ho voglia di quando mi sorridi appena sveglia e l’unica cosa che sembra importarti è se ci sia il sole oppure no …
Ho voglia di un caffè e di un’acqua tonica … un tuo caffè e una tonica qualsiasi.
Ho voglia di sentire com’è la meraviglia …
lunedì, 01 giugno 2009
author: ewanford @ 20:05
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Uno dice all’altro: “andiamo oltre il cancello”
Non lo fa come se fosse un ordine e nemmeno lascia spazio ad un punto interrogativo.
La sua è una costatazione, un modo come un altro per rendere pubblica una decisione presa.
Un po’ perché quando non sai dove andare ogni strada è quella buona, un po’ perché, se non sanno come ci sono arrivati là in fondo, possono anche non sapere dove andranno a finire, ma, soprattutto, perché è lui che prende le decisioni. L’altro non c’è portato. L’altro è fatto per le domande, non per le risposte.
Così è “uno” che si fa carico della scelta.
Uno – infondo – ce l’ha scritto nel nome e nella faccia. Uno è bello e ha mento e zigomi spigolosi, uno sarebbe un leader, se non fosse un disadattato.
L’altro no.
Come disadattato è di molto più complicato, ma anche molto più aderente a quel clichè che pretende che ogni strambo sia pure decisamente sfigato.
Ma non è per sottomissione che segue uno sul cancello, non è per seguire un capo che sta arrampicandosi … è solo per vedere dove va a finire quella strada in costruzione.
Due minuti dopo uno e l’altro sono cento metri avanti su un cavalcavia buio, con il cemento che potrebbe finire sotto i loro piedi da un momento all’altro … e lasciarli lì, come in un cartone animato, ma – si immagina – senza la possibilità di rinascere alla scena successiva.
“cosa credi che ci sarà alla fine?”
A uno queste cose non importano.
Uno non ci stava nemmeno pensando, uno a volte sembra proprio non pensare.
“cosa vuoi che ci sia? Un’altra strada oppure il baratro”
Semplice no?
Forse è per questo che uno scopa con le ragazze del classico e l’altro si limita a sognarle, incorniciate nei loro diciassette anni … col dizionario di greco stretto al petto, seni gloriosamente pieni ed acerbi e cultura millenaria … sono un ottimo motivo per vivere.
Tutto ha un motivo per essere o per non essere, un motivo ottimo o terribile, ma uno.
L’altro ne è convinto.
Per esempio a cosa servono quelle “tre di notte” che loro stanno vivendo se non a contenere dei pessimi momenti, oppure la passione o forse un sogno?
La notte quella piena e fonda, che motivo avrebbe d’essere senza la disperazione, la speranza o dei corpi sudati che si baciano?
L’atro sente uno che si sta accendendo una sigaretta.
Sta camminando un paio di metri buoni avanti. Chissà se il suo amico si sta facendo precedere solo per potersi accorgere della fine con quei 15 secondi buoni di preavviso. Così … tanto per non cadere.
Ma all’altro non importa, tanto un giorno dovrà finire.
L’altro ha già preso la sua decisione. Anche se di decisioni lui non ne prende mai, amerà una donna e una sola per tutta la vita. Anche se suona come una stronzata. D'altronde che senso ha avere tutta una vita davanti se non si lascia lo spazio per essere profondamente coglioni?
E allora fa strada, chè sentirsi mancare la terra sotto i piedi non lo spaventa.
Uno invece resta indietro solo perché vorrebbe avere i sogni del suo amico e se gli sta davanti ha paura che quei sogni lo investano.
E un giorno dovrebbe dirglielo “prestami un sogno altro”
Dovrebbe farlo … e lo farebbe subito …
Se non fosse che la strada sta finendo, si vede sullo sfondo un pezzo di scuro più scuro … e dall’altra parte la strada che resta.
Neanche troppo lontana si potrebbe anche cercare di arrivarci …
Gli basterebbe dire “saltiamo”
Basterebbe dirlo
“Chissà perché poi certe volte uno dice o non dice una cosa”
Dice l’altro in sottofondo.